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Frutti e ortaggi da riscoprire: rabarbaro per #SeguiLeStagioni ❧

Anche Settembre è qui! Mese ancora di sole e di calore, di tramonti rosa e albe azzurrissime, mentre qualche rinfrescata ci avvisa che l’autunno si avvicina a grandi passi. Mese munifico di doni anche per la tavola. Ci avete mai pensato? I frutti tipici di Settembre sono quasi tutti a grande contenuto zuccherino: fichi, uva e pere si affiancano a ortaggi a polpa dolce come le zucche; è il modo della natura di occuparsi della nostra salute. Ascoltiamola e mangiamo seguendo le stagioni!

Cosa c’è nella tua borsa della spesa?

Ecco la lista di #SeguiLeStagioni per il mese di Settembre

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In cucinaLo scorso anno, guardando con desolazione l’orto ammosciato dall’estate milanese, mi sono ripromessa di introdurre nella mia bordura “più che mista” qualcosa di diverso dal solito, qualche elemento capace di ravvivare l’aspetto generale dell’orto anche sotto l’impietoso sole estivo: insomma, qualche esponente dei magnifici belli e buoni, i miei preferiti, belli da vedere e versatili in cucina. E possibilmente senza troppe pretese.

A maggio di quest’anno, ad Orticola, l’illuminazione. Grazie a Res Naturae, mi sono portata a casa una pianta di rabarbaro ‘Champagne’, già con i primi succosi steli rosa intenso: una piccola meraviglia. Perchè non ci ho pensato prima? Ho aspettato pazientemente per farla attecchire, e ora, a settembre, prima che la pianta inizi a prepararsi all’inverno, ho avuto il primo raccolto. Soddisfatta due volte: primo, perchè la pianta si è ambientata davvero velocemente e senza particolari accorgimenti da parte mia; secondo, perchè dopo vent’anni dall’ultima torta al rabarbaro mangiata in Inghilterra ho potuto sperimentare la versione home made di questo tipico dolce da tè, ma anche da colazione.

Il rabarbaro cotto ha un sapore che ricorda l’uva passa o la mela, ma con una punta di limone, che può farsi sentire di più o di meno a seconda della varietà; perfetto quindi per torte ripiene come appunto il classico rhubarb pie, l’alternativa al più famoso apple pie, la torta ripiena alle mele, il pezzo forte di Nonna Papera tanto per intenderci.

Importante: gli steli di rabarbaro vanno privati delle foglie prima di poter essere cucinati e consumati, poichè le foglie contengono acido ossalico, che è dannoso. I gambi ne sono invece privi. Per sicurezza, io taglio via le foglie dagli steli recidendole a circa 10 cm al di sotto della base di ciascuna foglia.

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Torta di rabarbaro (rhubarb pie)

Ingredienti per una torta da 22 cm di diametro

4-5 steli di rabarbaro maturi, lunghi circa 30 cm, puliti

1 cucchiaio raso di zucchero per ciascuno stelo di rabarbaro usato

250g di farina e 90g di burro per la pasta

cannella (facoltativa)

Procedimento

Preparate la pasta per foderare la tortiera tagliando il burro freddo a piccoli pezzetti con un coltello e unendolo alla farina, lavorando velocemente con le dita in modo da ottenere un impasto sbriciolato. Io non aggiungo zucchero, in modo che la pasta abbia un sapore neutro che ben si accompagna all’agrodolce del rabarbaro, ma nulla vieta di aggiungere un cucchiaio di miele all’impasto, se piace. Aggiungere acqua fredda un cucchiaio alla volta, fino ad ottenere una pasta compatta e non appiccicosa, formare una palla, avvolgerla nella pellicola e lasciare riposare una mezz’ora in frigorifero.

Nel frattempo pulite gli steli di rabarbaro e tagliateli a piccoli pezzi, mescolandoli poi allo zucchero per marinarli un po’. Riprendete la pasta, stendetene i 2/3 col mattarello e foderate la tortiera sulla base e sui bordi, lasciando ricadere un paio di cm di pasta fuori dal bordo: serviranno per sigillare il pie. Bucherellate la base con i rebbi di una forchetta e versate il rabarbaro zuccherato nella tortiera, livellandolo senza schiacciarlo. A piacere, spolverate di cannella.

Stendete la pasta restante formando un disco che andrà a chiudere il pie e rovesciatevi sopra il bordo della base, in modo da chiudere bene. Non è necessario spennellare con l’uovo per sigillare, perchè durante la cottura parte del succo del rabarbaro di caramellerà, riempiendo gli interstizi. Fate dei piccoli tagli sulla superficie per far uscire il vapore durante la cottura, e infornate a 180° per circa 40 minuti; sfornate quando la superficie del dolce sarà dorata.

Note di coltivazione

Nel caso di Rheum rhabarbarum gli accorgimenti per la coltivazione sono davvero semplici, quasi imbarazzanti direi. In primavera o in autunno, in posizione soleggiata prestate attenzione alla buca d’impianto, siate generosi con il compost e fate attecchire la pianta innaffiandola bene durante la prima estate; dopo farà da sola. Già durante il primo anno la pianta svilupperà parecchi steli tra il rosso e il rosa, ma evitate di raccoglierli per dare energia alla pianta in crescita. Dal secondo anno si può raccogliere tranquillamente da aprile ad ottobre, avendo cura di non togliere più della metà degli steli per volta. In autunno la pianta inizia naturalmente a far essiccare le foglie, mantenendo solo una corona di gemme che va mantenuta a filo del terreno: deve assaporare un po’ di freddo e gelo per crescere bene la stagione successiva.

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E’ comune la pratica di forzare gli steli del rabarbaro, cioè coprirli utilizzando vasi rovesciati o le apposite campane di terracotta (magnifiche, lasciatemelo dire) di tradizione anglosassone: gli steli, al riparo dalla luce, non sviluppano clorofilla e rimangono più rosa e teneri. A livello di gusto cambia pochissimo, a voi la scelta.

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Non confinate il rabarbaro nell’orto, anzi inseritelo in giardino dove darà una nota selvaggia con le sue foglie ampie, verde scuro in contrasto con il rosso degli steli. Buon raccolto!

#SeguiLeStagioni

Sono onorata di fare parte del gruppo di blogger che si sono riunite sotto l’ombrello di questo nuovo progetto, che mette al centro la riscoperta dei frutti, degli ortaggi e delle fioriture di stagione. Basta verdure insipide, pomodori pallidi e frutta a 3.000 km… Frutta e verdura vanno mangiate quando è il loro momento, sono più saporite e ricche di nutrienti e vitamine. Scegliamo italiano, che è bene, locale, che è ancora meglio, e quando arrivano in cucina consultate le ricette delle blogger di #SeguiLeStagioni !

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2 thoughts on “Frutti e ortaggi da riscoprire: rabarbaro per #SeguiLeStagioni ❧

  1. Fino a due anni fa ne avevo anche io una pianta in giardino, poi improvvisamente si è seccata, temo sia stata rosicchiata da una talpa antipatica.
    Ho provato a raccogliere qualche stelo, ma erano molto aspri, forse era di una varietà diversa dalla tua? Te lo chiedo perché mi piacerebbe piantarla nuovamente.
    Un abbraccio,
    V.

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